Comincio la lezione sempre da quello che mi portano in classe... pensieri, libri, oggetti, proteste, racconti...
Oggi era giornata di caramelle, di una Pippi Calzelunghe bellissima, anche se un po' âgé (un vero e proprio pezzo d'antiquariato dato in prestito dalla nonna) e di un voluminoso volume dei miti greci che sornione mi sussurra: "E mò, na storia devi leggergliela, non ti pare?".
Lui però, a tutto questo susseguirsi di novità, non partecipa. Ha preso il diario con gli occhi lucidi, rossi, fissi su qualcosa di scritto sulle comunicazioni scuola-famiglia.
Mi incuriosisco e mi avvicino. Leggo una frase chiara, ma un po' sconnessa che dice pressappoco:
"Nota per aver dimenticato un'altra volta i libri dopo due volte che ero stato avvisato".
Non c'è la firma. È scritta a matita. In stampato maiuscolo.
"Te l'ha scritta la maestra di mate?"
"No"
"E chi te l'ha scritta?"
"L'ho scritta io".
Gli avevo detto che i compiti vanno fatti, sempre.
Gli ho sempre detto che lo zaino va preparato ogni giorno, con attenzione.
E gli avevo anche detto che mi ero segnata le ultime due volte che era venuto a scuola senza il materiale e senza i compiti fatti e che alla terza avrei mandato l'avviso a casa.
Non commento.
Sono troppo dura anch'io con me stessa, e anche con gli altri.
Poco compassionevole proprio lì dove la chiarezza delle mie mancanze dovrebbe spingermi a fare il tifo, per risospingermi sulla cresta dell' "ok, sì, ho sbagliato ma posso rimediare... con i tempi necessari".
Lo guardo e gli dico di cancellare.
Lui sta lì. Gli occhi ancora rossi puntati sul gommino della penna.
Attendo. Dopo un po' viene alla cattedra col diario ancora aperto su quella pagina per dirmi che lui i libri di italiano li ha dimenticati a casa.
Per lui a me non era chiara la coerenza della nota.
A me invece erano chiare due cose: che le parole dette hanno un peso micidiale e che ci sono leggi superiori a quelle che ci autoinfliggiamo.
Prendo la mia staedtler, che adoro, e gliela cancello. Tutta. Per bene. Che non ne resti neanche un segno.
Certe gomme sono fantastiche.
Soprattutto quelle degli altri, quando fanno piazza pulita di tutte le nostre cazzate.
(16 maggio 2022)

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